reazioni chimiche

Soli o ben accompagnati? La avventure chimiche del microbioma

Conoscere il microbioma

Meglio soli che mal accompagnati, questo è certo. Ma siamo sicuri di essere veramente soli, anche quando intorno a noi non vediamo anima viva? Il segreto è guardare non fuori, ma dentro di noi. E allora sì che ne troviamo, di vita! Sono circa 1000 le specie individuate fra tutte quelle che godono della nostra ospitalità colonizzando ampiamente le diverse aree del nostro corpo e dandosi a luculliani banchetti con tutto ciò che trovano intorno a sé. Ma sono solitamente così discreti e silenziosi, e soprattutto invisibili, che nemmeno ce ne accorgiamo. Invisibili all’occhio umano, naturalmente. Sappiamo bene che batteri, virus e microbi in generale hanno dimensioni ben definite al microscopio, eppure, nonostante siano così tanti, nella maggior parte dei casi se ne stanno buoni buoni ad approfittare della nostra “locanda”. Parassiti, dunque? Non proprio. Un ruolo ce l’hanno anche loro, o almeno alcuni di essi. Prendiamo dunque la lente di ingrandimento e andiamo a conoscere i nostri piccoli ospiti.

bacteriaPotremmo stringere la mano ad uno ad uno chiedendo loro il nome, ma, per comodità, useremo un termine che li raggruppi tutti assieme e ci permetta di indicarli come un’unica popolazione. Agli scienziati piace chiamarli “microbioma”, parola che più correttamente ha sostituito quella di “flora intestinale” che siamo abituati a sentire normalmente nel gergo comune e che, impropriamente, esclude quei microrganismi che albergano nella parte superiore del tubo digerente e nelle altre aree del nostro corpo. Continua...

le reazioni chimiche: perché alcune avvengono ed altre no?

pianta di cavolo sottoposta all'effetto di alte concentrazioni di acido gibberellico, un ormone vegetale naturale“Non è sufficiente che una reazione tu riesca a scriverla sulla carta perché possa avvenire davvero!” mi disse un giorno colui che da lì a pochi anni sarebbe diventato mio cognato nonché il mio stimato dentista.   Era il periodo nel quale, quattordici o quindicenne, iniziavo a muovere i miei primi passi nella chimica organica, con tutto l’entusiasmo ma anche con i frequenti errori di prospettiva propri dell’autodidattismo, forte di un’urgenza conoscitiva per lo meno inconsueta per un ragazzo della mia età.
No, non era la chimica organica in sé stessa ad affascinarmi in quel momento: le mie passioni erano la botanica, il vivaismo, tutto cosa ruotava intorno alla vita delle piante ed alle loro funzioni vitali.  La chimica organica, la “sintesi organica” in particolare, era per me solo un tramite con il quale potermi creare in casa quelle mirabolanti e introvabili sostanze che sui libri di biologia vegetale venivano descritte per i loro effetti sorprendenti, proprio ad iniziare dagli ormoni vegetali.  Roba in grado di trasformare una pianta di cavolo da quella specie di pallone di calcio che siamo abituati a conoscere in un trespolo allampanato molto più simile ad un girasole, con le foglie distanziate l’una dall’altra di una buona spanna.  Continua...

VIDEO – il dentifricio dell’elefante: interpretazione di una dismutazione spettacolare

Una delle esperienze di chimica “spettacolare” più comunemente proposta negli show che vogliono mostrare al grande pubblico l’aspetto giocoso ed accattivante della chimica è quella nota come il “dentifricio dell’elefante”.

Video di questa spettacolare chemical experience sono diffusissimi su internet (ed infatti di seguito ne riporterò alcuni da YouTube), mentre meno frequenti risultano i commenti ad essi, ed in particolare quelli che si spingono oltre al fornire la ricetta degli ingredienti da miscelare per produrre da sé la reazione, non senza un filo di pericolo in certi casi colpevolmente sottovalutato da chi si espone in video senza gli idonei dispositivi di protezione individuali come guanti e mascherina adatti.

Di fatto cosa vediamo almeno negli esperimenti più dettagliati (come ad esempio nel secondo video riportato in questo articolo) è un operatore che mescola diversi componenti liquidi dentro ad un cilindro trasparente o ad una bottiglia; dopo l’aggiunta molto rapida dell’ultimo ingrediente l’operatore si ritira velocemente di scena mentre in pochi istanti dal contenitore inizia a generarsi un cilindro di schiuma, bianca o più spesso colorata, che velocemente cresce, straborda dal collo della bottiglia o del cilindro, esattamente come un dentifricio che esca da un enorme tubetto (da qui il nome di “dentifricio dell’elefante” dato all’esperienza), finchè il fenomeno dopo un periodo che varia da una manciata di secondi ad un minuto buono si esaurisce, non prima di avere sporcato tutto il tavolo di quella schiuma che, una volta a riposo, tende a trasformarsi inevitabilmente in una piccola quantità di liquido sparsa sul piano di lavoro. Continua...

come funziona la cottura a microonde?

forno_microonde_icona Quello per microonde è un metodo doppiamente indiretto per indurre il riscaldamento di un prodotto, nel caso specifico di un alimento. Indiretto in primo luogo perché, al pari degli altri metodi basati sull’irraggiamento non comporta il contatto diretto fra la sorgente di calore ed il materiale da riscaldare; ma ulteriormente indiretto anche in ragione del fatto che il tipo di movimento indotto nelle molecole bersagliate non è una banale vibrazione (e si può dire che la vibrazione delle molecole di un materiale “E’” in pratica il suo calore), bensì uno specifico movimento di tipo rotatorio e riferito ad una tipologia di molecole ben definita (fra le quali quelle dell’acqua), che solo indirettamente può indurre le classiche vibrazioni ad effetto riscaldante nell’ambiente molecolare circostante alla molecole in vibrazione.

Nel breve paragrafo con il quale ho cominciato questo post è concentrato veramente di tutto.   Per sviluppare ed approfondire questi concetti, nonché per descrivere l’effetto delle microonde sulle molecole e sulla loro reattività, sono stati scritti interi libri, fra i quali un riferimento è sicuramente:
“Microwave Sinthesys – chemistry at the speed of light” – Brittany L. Hayes, Ph.D – CEM Publishing, che partendo da una rigorosa trattazione su cosa siano le microonde e di come queste interagiscano con la materia, arriva a considerare ed a valorizzare l’impiego delle stesse per velocizzare il decorso delle più diverse tipologie di reazioni chimiche.   Continua...

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